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Quali sono i criteri di sostenibilità per continuare a vendere su Zalando?

Ultimamente si è spesso sentito parlare della “EU strategy for sustainable and circular textiles” ovvero una strategia che cerca di delineare il percorso di transizione verso la sostenibilità del settore tessile e moda, calendarizzando le misure che dovranno essere implementate.

In particolare, entro il 2030 i prodotti tessili immessi sul mercato europeo dovranno essere longevi e riciclabili, realizzati in grande parte con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti nel rispetto dei diritti sociali e ambientali. 

Con questa Strategia, dunque, la Commissione Europea si pone l'obiettivo di migliorare la sostenibilità del settore tessile e moda, riducendo al minimo l'incenerimento e lo smaltimento in discarica dei tessuti.

Le nuove strategie e i nuovi regolamenti a livello comunitario non sono però gli unici elementi che obbligano le aziende di moda a rivedere la propria produzione. Diversi ecommerce, ad esempio, stanno fissando criteri di sostenibilità sempre più rigidi per brand e partner che hanno intenzione di continuare a vendere sulle piattaforme.

In un articolo precedente abbiamo analizzato i requisiti facoltativi per ottenere la Sustainability Flag di Zalando. Questo articolo ha invece l'obiettivo di approfondire i criteri di sostenibilità obbligatori per le aziende che hanno intenzione di continuare a vendere sulla piattaforma. A questi se ne aggiungeranno probabilmente altri prossimamente: Zalando ha infatti appena presentato i nuovi Criteri Progettuali di Circolarità, con l’obiettivo di estendere la vita utile di 50 milioni di prodotti moda entro il 2023. I criteri sono stati inizialmente testati sulle proprie etichette e il piano aziendale prevede di presentarli anche ai brand partner nei prossimi mesi.

Vendere su Zalando: i criteri di sostenibilità che partner e brand devono rispettare

 

Zalando si è posto l’obiettivo di diventare una piattaforma di moda sostenibile, come è evidente dalla strategia do.MORE

Gran parte degli impegni in favore dello sviluppo sostenibile intrapresi dall’ecommerce prevedono il coinvolgimento dei suoi partner. Zalando, infatti, ha stabilito diversi criteri di sostenibilità obbligatori per le aziende che hanno intenzione di continuare a vendere sulla piattaforma.

I requisiti minimi fanno riferimento al rispetto delle seguenti linee guida e politiche:

  • Code of Conduct;
  • Code of Ethics;
  • Sustainable Sourcing Policy;
  • Animal Welfare Policy;
  • Product & Content Guidelines;
  • Restricted Substances List.

Analizziamoli insieme approfondendo i contenuti nei paragrafi successivi.

La Sustainable Sourcing Policy di Zalando

 

Come nel caso del Code of Conduct, la Sustainable Sourcing Policy si applica a tutti i partner di Zalando, al fine di garantire che i beni acquistati e venduti siano stati prodotti in modo etico, sicuro e rispettoso dell'ambiente. La policy, oltre a elencare i requisiti da rispettare ora, indica anche gli obiettivi al 2023, ovvero requisiti ancora più stringenti per i brand che vogliono continuare a vendere sulla piattaforma.

In particolare sono previsti diversi criteri minimi di sostenibilità per:

  • Processi di produzione: tutti i prodotti devono essere conformi alle normative UE REACH e a tutti gli standard applicabili stabiliti dai mercati internazionali. I partner commerciali devono rispettare la Restricted Substances List di Zalando e mirare a ridurre gli impatti ambientali ove possibile. Non è consentito, inoltre, l'uso della sabbiatura. Entro il 2023, invece, le aziende dovrebbero dimostrare i propri progressi attraverso l'adozione dello strumento Higg FEM lungo la propria supply chain;
  • Fibre di cotone: non è consentito l’approvvigionamento di cotone da Paesi ad alto rischio di lavoro forzato (Uzbekistan, Turkmenistan o la regione dello Xinjiang in Cina). Entro il 2023 almeno il 50% del cotone (per volume) dovrebbe provenire da fonti sostenibili, attraverso la partecipazione a programmi di certificazione riconosciuti a livello globale come definito, ad esempio, dalla CottonUP Guide;
  • Fibre sintetiche: i partner commerciali dovrebbero mirare ad aumentare la quantità di materiale rinnovabile o riciclato ove possibile. Entro il 2023 i partner commerciali dovrebbero fissare obiettivi pubblici per l'approvvigionamento di fibre sintetiche rinnovabili o riciclate;
  • Materiali e fibre provenienti dalle foreste: i partner commerciali devono dimostrare progressi nell’eliminazione di fornitori di fibre cellulosiche artificiali (MMCF) con un alto rischio di approvvigionamento da foreste in via di estinzione (come indicato nell’Hot Button Report). Non è consentita, inoltre, la vendita di prodotti a base di specie elencate su IUCN e CITES. Entro il 2023 legno, carta, sughero e gomma dovrebbero essere certificati al 100%, riciclati o comunque provenienti da fonti sostenibili (es. FSC, PEFC, RCS, GRS, ecc.) e il 100% delle fibre cellulosiche dovrebbe provenire da fornitori con più di 20 punti nell’Hot Button Report.
  • Materiali di origine animale: i partner devono rispettare quanto stabilito dall’Animal Welfare Policy di Zalando (approfondita nel paragrafo successivo). Non è consentito l’utilizzo di pellicce animali e i materiali di origine animale possono provenire esclusivamente dagli scarti dell’industria alimentare e non sono ammessi materiali provenienti da animali selvatici (ad esempio dalle specie elencate su IUCN e CITES). I partner commerciali, inoltre, devono sviluppare un solido sistema di tracciabilità per fornire il nome della specie ed il suo paese di origine. Entro il 2023, invece, i partner dovrebbero stabilire impegni pubblici per l’approvvigionamento di pelle più sostenibile, avere almeno il 50% di pellame da concerie LWG o altri standard equivalenti e avere il 100% di piuma riciclata o da fonti responsabili;
  • Plastica: i partner commerciali dovrebbero investire sull’aumento della quota di plastica riciclata o riciclabile utilizzata nei prodotti, ove possibile. Entro il 2023, inoltre, il cloruro di polivinile (PVC) dovrà essere sostituito in tutti i prodotti per i quali sono possibili alternative (ad es. il poliuretano);
  • Gioielleria: i partner che vendono metalli e pietre preziose devono avere una  filiera mineraria responsabile, rispettando quanto stabilito dal Responsible Jewellery Council. Entro il 2023 i partner commerciali dovrebbero fissare obiettivi pubblici sull’utilizzo di materiali riciclato o responsabili e rispettare il Kimberley Process Certification Scheme e il World Diamond Council’s System of Warranties;
  • Elettronica: tutti i prodotti elettronici devono essere conformi alla Direttiva Restriction of Hazardous Substances in Electrical and Electronic Equipment (RoHS). I partner commerciali, inoltre devono avere una filiera mineraria responsabile. Entro il 2023 i partner commerciali dovrebbero fissare obiettivi pubblici sull’utilizzo di materiali riciclato o responsabili e dimostrare la tracciabilità di tutte le materie prime utilizzate nei prodotti elettronici (ad esempio tungsteno, oro e cobalto); 
  • Prodotti di bellezza: tutti i prodotti di bellezza devono essere conformi al Regolamento (CE) 1223/2009. Inoltre, nessun prodotto di bellezza può essere testato sugli animali e non è consentito l'uso di microplastiche solide (>5 mm), di veleno d'api, di veleno di serpente e di estratto di corallo. Entro il 2023, invece, i partner commerciali dovrebbero fissare obiettivi pubblici per l’approvvigionamento di materiali da fonti sostenibili.

L’Animal Welfare Policy di Zalando

 

L’Animal Welfare Policy di Zalando include una lista di principi a cui i partner commerciali devono attenersi quando forniscono prodotti realizzati con materiali di origine animale.

In particolare:

  • Zalando ritiene che l'uccisione di animali esclusivamente ai fini dei prodotti di moda non sia necessaria.
  • Zalando è contrario alla vendita di prodotti a con materiali provenienti da animali selvatici, e in particolare quelle classi di specie considerabili come vulnerabili o in via di estinzione, che appaiono su IUCN e CITES;
  • Nessun cosmetico/prodotto di bellezza in vendita su Zalando può essere testato su animali;
  • I partner commerciali che vendono prodotti di origine animale devono promuovere il benessere degli animali lungo la loro supply chain;
  • Non è consentito l'uso di animali vivi nei servizi fotografici per materiali di marketing;
  • I partner commerciali devono rendere più trasparente la catena di approvvigionamento (compreso nome della specie animale, Paese di origine e qualsiasi altra documentazione che dimostri il rispetto del benessere degli animali);
  • I partner commerciali dovrebbero implementare sistemi o certificazioni in grado di aumentare la quantità di materiali sostenibili di origine animale.

Product & Content Guideline di Zalando

 

Le Product & Content Guideline di Zalando definiscono i prodotti e i contenuti considerati offensivi, illegali o comunque inappropriati e fungono da punto di riferimento per i dipendenti di Zalando e per i suoi partner.

Zalando ha definito 11 casi che costituiscono contenuti offensivi e illegali. Ne elenchiamo alcuni a titolo di esempio:

  • Attività discriminatorie o che incitano all'odio: comprese le rappresentazioni dispregiative in base all'origine etnica o nazionale, al sesso, alla religione, alle opinioni politiche, alla disabilità, all'età o sessualità;
  • L'estremismo politico, compreso qualsiasi simbolismo legato al nazismo; numeri specifici associati all'estremismo politico; 
  • Glorificazione della violenza, comprese le rappresentazioni della violenza;
  • Violazioni dei diritti di proprietà intellettuale;
  • Violazione dell’Animal Welfare Policy e della Sustainable Sourcing Policy.

La Restricted Substances List di Zalando

 

Zalando ha stabilito una Restricted Substances List (RSL),un elenco di sostanze tossiche e nocive che non devono essere presenti nel prodotto finito. L'RSL è stata sviluppata in linea con il regolamento REACH, nonché con i requisiti legislativi e regolamentari stabiliti dai territori commerciali con cui Zalando opera. 

Tutti i fornitori e partner Zalando devono implementare un solido sistema di gestione delle sostanze chimiche e test di due diligence per garantire la conformità con la Zalando Restricted Substances List (RSL) e con le norme e legislazioni internazionali pertinenti.

Il mancato rispetto dei requisiti da parte dei partner di Zalando comporta diverse sanzioni, come ad esempio: 

  • Il rifiuto, la restituzione o l’eliminazione di scorte non conformi;
  • Il ritiro del prodotto dal mercato o/e il richiamo del prodotto dagli utenti finali; 
  • L’annullamento di eventuali consegne future. 
  • Il riesame e la cessazione del rapporto commerciale in essere con il fornitore.

Entro il 2023, inoltre, i brand devono dimostrare progressi nell’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose dai propri processi produttivi (ZDHC, Higg FEM, bluesign o MRSL interne).

Il Code of Conduct di Zalando

 

Il Codice di Condotta di Zalando fa riferimento ai diritti umani e del lavoro che devono essere rispettati dai partner commerciali. 

Zalando non tollera alcuna violazione in materia di diritti umani e del lavoro, violazioni della legge o altre violazioni presenti nel Codice di Condotta, riservandosi il diritto di terminare i rapporti con i partner commerciali non conformi ai requisiti delineati.

In particolare, il Codice di Condotta prevede che i partner commerciali garantiscano un trattamento equo, privo di discriminazioni rispetto all'origine, alla religione, al sesso, all'orientamento sessuale, età, gravidanza, disabilità fisica o mentale.

Particolare attenzione è posta alla sicurezza dei luoghi di lavoro e alla chiarezza dei contratti di lavoro, che devono prevedere un compenso e un numero di ore lavorative in linea con gli standard del settore o con quanto stabilito dalla legge locale. 

Zalando, inoltre, non consente e tollera alcuna forma di lavoro forzato o minorile presso i partner commerciali, i quali devono assicurarsi di garantire ai dipendenti la libertà di associazione e contrattazione collettiva. 

Infine, il Codice di Condotta prevede che i partner di Zalando debbano assicurarsi di utilizzare metalli o minerali che non alimentino direttamente o indirettamente conflitti armati, di rispettare le leggi in merito alla conservazione e protezione dell’ambiente, di aderire alle leggi anticorruzione, di evitare pratiche anticoncorrenziali (ad esempio violazioni delle leggi antitrust) e di agire in modo equo e trasparente, evitando di arrecare danni ai clienti, alla società e all'ambiente.

Conclusioni

 

Il settore moda sta attraversando un processo di transizione verso un modello più sostenibile e circolare. Ciò è evidente sia dalle strategie intraprese a livello comunitario, come la “EU strategy for sustainable and circular textiles” e sia dai requisiti di sostenibilità definiti dai buyer per i rispettivi partner.

I diversi criteri minimi di sostenibilità stabiliti da Zalando, che riguardano la sfera sociale e ambientale, evidenziano la volontà dell’ecommerce di garantire ai consumatori la sostenibilità dei prodotti venduti sulla piattaforma.

Tuttavia, il processo di adeguamento a tali requisiti minimi risulta spesso complesso.
Cikis Studio può aiutare le aziende in questo percorso, come nel caso del supporto fornito all’azienda Attesa Maternity nel raggiungimento della compliance agli standard di Zalando: dopo aver condotto un’analisi del livello di compliance delle collezioni ai requisiti di sostenibilità di Zalando, abbiamo individuato le azioni correttive necessarie.

Vuoi essere supportato anche tu nel raggiungimento della compliance ai criteri di sostenibilità di Zalando? Contattaci!

Francesca Poratelli
Per analizzare il tuo grado di sostenibilità

Dopo un’esperienza lavorativa in Yamamay ha deciso di specializzarsi nel campo della sostenibilità. Si è occupata di assessment di sostenibilità ambientale e sociale per aziende che spaziano dall’abbigliamento outdoor al merchandising tessile.

Avviare la trasformazione sostenibile non è solo un atto di responsabilità, ma è prima ancora un'azione necessaria per non diventare obsoleti.

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