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Intervista a Giuseppe Spina dell'Area Territorio e Ambiente di Assolombarda: il Regolamento della Tassonomia europea

Nell’intervista del 27 giugno Valentina Morelli, dell'Area Credito e Finanza di Assolombarda, ci ha spiegato in cosa consiste il Regolamento sulla Tassonomia europea, fornendo preziosi consigli alle aziende su come tenere in considerazione la tassonomia nelle proprie valutazioni strategiche (puoi leggere l’intervista qui).

Approfondiamo ulteriormente il discorso con Giuseppe Spina, dell’Area Territorio e Ambiente di Assolombarda e coordinatore del “Gruppo di Lavoro Qualità Ambientale”, che ha lavorato alla stesura delle prime Linee guida a livello nazionale per l'applicazione della Tassonomia in azienda, presentate da Assolombarda lo scorso 7 luglio a Milano.

Cikis: La Tassonomia costituisce oggi un sistema di classificazione delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Per riuscire in questo intento, la Tassonomia stabilisce, anzitutto, quali sono gli obiettivi ambientali dell’UE, di cui ci ha parlato Valentina Morelli, ma altresì chiarisce i requisiti che ciascuna attività economica deve soddisfare per potersi definire sostenibile dal punto di vista ambientale. In particolare, il regolamento delegato 2021/2139 della Commissione, recentemente entrato in vigore, ha definito i criteri di vaglio tecnico per il raggiungimento dei primi due obiettivi, ovvero la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Che indicazioni fornisce nello specifico?


G: Il regolamento delegato 2139/2021 - il cosiddetto “Climate Delegated Act”- contiene un elenco (per il momento non esaustivo) delle attività economiche qualificabili come ecosostenibili, e cioè potenzialmente allineate alla Tassonomia. 

In particolare, il regolamento definisce i criteri di vaglio tecnico che occorre rispettare nello svolgimento delle singole attività economiche per realizzare gli obiettivi ambientali dell’Unione Europea. 

Tali criteri, elaborati sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili vengono declinati in modo granulare tenendo conto delle specificità di ciascuna attività economica, sia in relazione al requisito del contributo sostanziale che al requisito di non arrecare un danno significativo all’ambiente (DNSH).

Cikis: I criteri di vaglio tecnico per il raggiungimento degli altri quattro obiettivi fissati dalla Tassonomia saranno definiti da un successivo regolamento delegato. Quando è prevista l’emanazione? Hai anticipazioni da darci riguardo al contenuto dell’atto? 

 

G: L’organo tecnico incaricato di elaborare i criteri per i restanti quattro obiettivi ambientali, ossia la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile ha ufficialmente pubblicato in data 30 marzo 2022 il report contenente le proprie raccomandazioni sugli ulteriori criteri da sviluppare.

Spetta adesso alla Commissione Europea recepire queste raccomandazioni mediante l’adozione di un apposito atto delegato, il quale dovrà successivamente essere sottoposto allo scrutinio del Parlamento e del Consiglio prima di entrare in vigore e diventare operativo.

Cikis: Oltre a dover fornire un contributo sostanziale ad almeno uno degli obiettivi ambientali della tassonomia, la Tassonomia stabilisce che un’attività economica, per essere considerata ecosostenibile, deve anche rispettare il principio di Non arrecare un Danno Significativo (il “Do No Significant Harm” o DNSH). A tal proposito esistono dei criteri per stabilire il rispetto del requisito DNSH? 


G: Per verificare il rispetto del principio inedito di “Non arrecare un Danno Significativo”, la Tassonomia fornisce tre ordini di criteri: 

  • I criteri generali contenuti nell’art. 17 del Regolamento Tassonomia (orizzontali a tutte le attività economiche);
  • I criteri di vaglio tecnico specifici per ogni attività economica, contenuti nel Regolamento Delegato;
  • I procedimenti di valutazione dell’impatto ambientale descritti nelle appendici del Regolamento Delegato.

Oltre a questi criteri si aggiunge, a livello nazionale, il documento pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze intitolato “Guida operativa per il rispetto del principio DNSH” che fornisce ulteriori indicazioni per la verifica in concreto del DNSH in relazione a 29 settori di attività.

Cikis: Le linee guida forniscono alle aziende indicazioni e strumenti per rispondere alle aspettative degli operatori della finanza di impresa e del settore degli investimenti privati. A livello strategico quali sono le azioni prioritarie su cui le aziende devono focalizzarsi?


G: La cosa più importante da fare per tutte le aziende è verificare il proprio posizionamento rispetto al benchmark ideale rappresentato dalla Tassonomia. 

È essenziale sapere da dove si parte per capire quali sono i cambiamenti necessari a migliorare il proprio livello di allineamento. 

Per riuscirci, il primo passo è comprendere la logica di funzionamento di questo nuovo framework europeo, imparare a scomporre analiticamente l’attività aziendale in singole attività economiche e infine verificare la corrispondenza tra le proprie attività economiche e quelle incluse nella Tassonomia.

In questo senso si muovono le Linee Guida di Assolombarda (clicca qui per scaricarle) che hanno l’obiettivo di:

  • far comprendere alle aziende i profondi cambiamenti che stanno interessando il sistema economico;
  • prepararle alle richieste del sistema finanziario, bancario e assicurativo;
  • renderle pronte a rispondere efficacemente ai dettami dei bandi PNRR, in particolar modo rispetto al principio del DNSH.

Cikis: Le linee guida non si limitano a fornire indicazioni a livello strategico, ma costituiscono un punto di riferimento pratico per le aziende che vogliono intraprendere il percorso verso la transizione ecologica. A livello operativo quali sono i consigli principali rivolti alle imprese? 
 

G: Le linee guida di Assolombarda invitano ad utilizzare la Tassonomia come uno strumento pratico per la pianificazione della transizione ecologica. 

Grazie alle soglie e ai valori limite da essa indicati, infatti, le aziende possono porsi degli obiettivi graduali per raggiungere, nel corso del tempo, la soglia del contributo sostanziale e migliorare progressivamente le proprie performance ambientali. 

Nell’attuale contesto finanziario è fondamentale, infatti, non solo saper descrivere e comunicare il proprio grado di allineamento alla Tassonomia ma anche pianificare una vera e propria strategia di sostenibilità per riuscire ad intercettare le nuove opportunità di finanziamento messe a disposizione dal mercato.
 

Cikis: Comunicare la sostenibilità è fondamentale per valorizzare le azioni di sostenibilità intraprese in azienda attraverso la condivisione di informazioni chiare, veritiere e non fuorvianti. Qual è il ruolo della tassonomia nel quadro degli strumenti di trasparenza della finanza sostenibile? In che modo le imprese possono comunicare il proprio impegno verso la sostenibilità utilizzando il framework della tassonomia? 


G: La Tassonomia si inserisce in una strategia europea più ampia, inaugurata nel 2014, volta ad aumentare la sostenibilità delle imprese attraverso una maggiore trasparenza del mercato. 

Da questo punto di vista, infatti, essa introduce nuovi obblighi di informazione innestandosi su due precedenti strumenti giuridici, ossia la “Non-Financial Reporting Directive” e il Regolamento “SFDR”. 

Nello specifico, la Tassonomia chiede alle imprese di dichiarare la percentuale di fatturato, costi e investimenti che esse possiedono in attività economiche ecosostenibili e, a tal scopo, fornisce appositi indicatori e tabelle per comunicarlo al mercato e ai propri stakeholders in maniera chiara ed efficiente. 

Cikis: In che modo si inserisce il settore moda all'interno della Tassonomia? 


G: Il settore tessile-abbigliamento-moda non rientra, attualmente, tra le 70 attività economiche più inquinanti a livello europeo individuate dalla Tassonomia. 

Tuttavia, l’art. 1 comma 2 lett. c) del Regolamento (UE) 2020/852 prevede che tutte le organizzazioni soggette alla Direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) e, successivamente, alla nuova Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD) dovranno rendicontare in merito all’allineamento delle proprie attività alla tassonomia.

Ne consegue che anche gli operatori della fashion industry saranno chiamati ad allinearsi alle relative prescrizioni.

Non solo. Nella Strategia dell'UE per prodotti tessili sostenibili e circolari, pubblicata a marzo 2022, si riporta che: “sulla base dei lavori della piattaforma di esperti sulla finanza sostenibile, la Commissione sta esaminando la possibilità di adottare criteri di vaglio tecnico che determinino, tra l'altro, cosa costituisce un contributo sostanziale all'economia circolare nella fabbricazione di capi di abbigliamento ai sensi del regolamento sulla tassonomia per gli investimenti sostenibili, oltre a criteri relativi all'inquinamento causato dalla finitura dei tessili.”

Come già evidenziato, le linee guida di Assolombarda invitano le aziende ad utilizzare la Tassonomia come uno strumento pratico per la pianificazione della transizione ecologica. 

Le aziende, di tutti i settori e dunque anche quelle della moda, grazie ai criteri di vaglio tecnico possono cominciare a misurarsi e ad alzare l’asticella sulle proprie performance ambientali. 

Questo si traduce in maggiore competitività per l’azienda e maggior reputation verso tutti gli stakeholders.

Conclusioni

 

Le linee guida di Assolombarda sono rivolte a tutte le imprese: da quelle che devono già oggi rispettare gli obblighi normativi connessi alla tassonomia, a quelle che intendono avviare un percorso di adeguamento preventivo e “volontario” pur non essendo attualmente destinatarie di obblighi puntuali.

Le linee guida sono state redatte con l’obiettivo di fornire alle imprese gli elementi utili a comprendere le logiche alla base della tassonomia, a recepirne correttamente i criteri ambientali, attraverso indicazioni strategiche e percorsi operativi specifici.

In questo modo le aziende potranno essere in grado di comunicare il proprio grado di allineamento alla Tassonomia, ma anche di pianificare una strategia di sostenibilità per cogliere le opportunità di finanziamento disponibili sul mercato.

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Francesca Poratelli
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Dopo un’esperienza lavorativa in Yamamay ha deciso di specializzarsi nel campo della sostenibilità. Si è occupata di assessment di sostenibilità ambientale e sociale per aziende che spaziano dall’abbigliamento outdoor al merchandising tessile.

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