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di Francesca Poratelli
2022/03/22


Verso un e-commerce sostenibile


Verso un e-commerce sostenibile

L'e-commerce vale oggi circa tremila miliardi di euro a livello mondiale e, specialmente negli ultimi anni, ha visto un forte incremento dell'interesse da parte dei consumatori.

L’interesse crescente per le vendite online ha portato a interrogarsi sulla relazione tra e-commerce e sostenibilità. 

L’Impact Report 2018 mostra come le emissioni di carbonio prodotte da Yoox derivano da tre fonti principali, tra cui non ci stupisce trovare le spedizioni:

  • Gestione degli uffici e dei centri di distribuzione
  • Viaggi di lavoro
  • Attività di distribuzione

Nonostante gli impatti generati dalle vendite online abbiano un peso differente tra società e-commerce e brand, principalmente dovuto alla quantità di spedizioni gestite, l’e-commerce è comunque un canale chiave di comunicazione al consumatore finale e per questo è importante che sia gestito in modo coerente con l’impegno di sostenibilità aziendale. 

Questo articolo permette di comprendere quali sono i fattori di maggior impatto delle piattaforme e-commerce e, al contempo, proporre possibili soluzioni strategiche. 

È possibile conciliare e-commerce e sostenibilità?

 

Una delle sfide che le società operanti nel settore del fashion sono chiamate ad affrontare è proprio quella di ridurre la propria impronta ecologica.

Le società che usano e-commerce possono agire su quattro elementi per poter ridurre il loro impatto: 

  • Trasporto 
  • Resi 
  • Packaging
  • Informazione ai consumatori

Trasporto

 

Secondo l’esperto di logistica Alan McKinnon, si prevede che la domanda di consegne dell'ultimo miglio riferite al mercato B2C (consegna effettiva al cliente finale) aumenterà del 78% entro il 2030, aumentando la competizione per offrire consegne a domicilio sempre più veloci. 

Il problema, però, è proprio questo: la velocità delle consegne è direttamente correlata all'impatto ambientale. Il settore dei trasporti è responsabile per il 30% delle emissioni di gas serra in Europa, di cui il 72% viene prodotto proprio dal trasporto stradale. 

Una delle soluzioni possibili per provare a contrastare l’impatto dato dalla consegna dell’ultimo miglio è quella di utilizzare mezzi elettrici e, dove è possibile, biciclette o mettere a disposizione punti di raccolta in luoghi comodi, vicino ai centri abitati, raggiungibili a piedi dal consumatore.

Un’altra azione che le aziende possono mettere in pratica per ridurre l’impatto sull’ambiente è adeguare la scelta del mezzo alla destinazione finale, optando per un trasporto intermodale. 

Per distanza a lungo raggio i costi ambientali di viaggi aerei risultano meno impattanti rispetto ai veicoli a benzina o diesel su strada, dato che i costi ambientali di decollo e atterraggio non variano su un volo diretto. 

Il trasporto ferroviario e quello marittimo sono a più bassa emissione di carbonio rappresentando quote rispettivamente dello 0,4% e del 14%. Resta, dunque, invariata la scelta del treno come soluzione più sostenibile. 

Resi

 

Uno dei più grandi vantaggi per il cliente che utilizza l’e-commerce come metodologia di acquisto è dato dalla possibilità di effettuare resi gratuiti. Il vantaggio, in realtà, è percepito anche dalle aziende che, offrendo il servizio di reso gratuito, vedono aumentare le proprie vendite del 457%.

Allo stesso tempo, negli USA, il valore dei resi crea un danno di 369 miliardi di dollari, pari al 10% delle vendite. In Europa, secondo uno studio effettuato da un’associazione di categoria di commercianti britannici, il 25% dei prodotti di abbigliamento acquistati online viene reso ai venditori, rappresentando una perdita in termini di bilancio.

Aziende come Mister Spex utilizzano strumenti come la realtà aumentata per ovviare al problema dei resi. Infatti, grazie alla realtà aumentata, il consumatore ha la possibilità di provare il proprio prodotto online riducendo del 37% il totale dei resi. 

Oltre alla realtà aumentata vi sono altre possibili azioni che possono aiutare il consumatore nella scelta e quindi ovviare alla problematica dei resi, come:

  • Limitare i resi gratuiti: ridurre il numero di resi gratuiti, definendo un massimo numero possibile. In questo modo il vantaggio per il consumatore resta, ma è possibile arginare l’impatto ambientale.
  • Offrire maggiori dettagli sul prodotto: mettere a disposizione descrizioni dettagliate dei prodotti, associando a esse immagini, video di qualità e guida alle taglie. Questa soluzione può aiutare i consumatori a effettuare scelte più consapevoli.

Packaging

 

Un sondaggio curato da Ipsos Global Advisor rileva che:

  • L’80% delle persone in tutto il mondo afferma che le società dovrebbero riciclare o riutilizzare gli imballaggi che producono
  • Il 75% dei consumatori globali concorda di voler acquistare prodotti con il minor numero d'imballaggi

Anche l’Unione Europea sta affrontando la problematica degli imballaggi, investendo in un piano strategico e ponendosi come obiettivo quello di sostituire tutti gli imballaggi di plastica sul mercato con soluzioni riciclabili entro il 2030, al fine di accrescere sul mercato la domanda di plastica riciclata.

La rapida crescita dello shopping online presenta nuove sfide e, con esse, anche la necessità di adottare best practice per supportare le aziende nella scelta di packaging più sostenibile.

Diversi produttori, fornitori, rivenditori, associazioni di categoria e solution provider si sono quindi riuniti in tavoli di lavoro come il GS1 US Sustainability in Packaging Materials Workgroup, il cui scopo è quello di redigere delle linee guida che possano essere attuate dalle società per ridurre le risorse utilizzate negli imballaggi e gli sprechi circa l’uso della plastica. 

Le linee guida hanno come obiettivo:

  • Adattare le attività dei brand e dei rivenditori agli obiettivi ESG delle Nazioni Unite.
  • Garantire che i prodotti vengano spediti e gestiti in modo da salvaguardarli e minimizzare i rifiuti non riciclabili.
  • Ridurre la quantità di sacchetti di plastica utilizzati nell'ecosistema della vendita al dettaglio e accrescere l’uso di cartoni.

Tornando al focus moda, tra le aziende di abbigliamento più attive circa i temi di sostenibilità è importante citare PVH, prima azienda di abbigliamento ad aderire al programma How2Recycle, un progetto lanciato da Sustainable Packaging Coalition che spiega ai consumatori come riciclare i materiali d'imballaggio attraverso differenti azioni come:

  • Consultare un programma di riciclo locale.
  • Utilizzare una stazione di consegna del negozio presso un rivenditore aderente al progetto.

Informazione ai consumatori

 

Il programma UNEP delle Nazioni Unite ha approvato nuove visioni e linee guida per migliorare le azioni e la comunicazione nel settore moda, al fine di allinearle con gli obiettivi definiti dall’accordo di Parigi. 

Un supporto per una comunicazione efficace è dato da GreenStory: una piattaforma che permette alle aziende di compensare l’impronta di carbonio dei propri prodotti e di comunicare dati chiari, trasparenti e intuitivi al fine di aumentare la consapevolezza dei consumatori sugli acquisti che sta effettuando. 

Tra le aziende virtuose che si avvalgono del servizio di GreenStory ritroviamo Pangaia e BAM Bamboo Clothing. Sulla piattaforma e-commerce di Pangaia ad esempio, cliccando su un qualsiasi articolo, è possibile visionare informazioni quali:

  • Materiali con cui è costituito il prodotto
  • Origine della materia prima
  • Vantaggi dati dall’utilizzo di quella specifica materia prima 
  • Impatti espressi sotto forma di equivalenze
  • Compensazione

Conclusioni

 

Le sfide di sostenibilità per le aziende di moda sono molte e capire da dove iniziare non è facile.

Nonostante, in termini ambientali, l’impatto dell’e-commerce possa non apparire prioritario, spesso è collegato ad altre tematiche che, invece, influiscono molto sul livello di sostenibilità dell’azienda, come la minimizzazione dei resi.

A questo poi va aggiunto il coinvolgimento attivo dei clienti nelle scelte di acquisto, attività con effetti positivi anche in termini di brand image e comunicazione. 

Conciliare e-commerce e sostenibilità è possibile: Cikis può indicarti la soluzione migliore e aiutarti a trovare le risorse necessarie in linea con il budget aziendale.
 

Vuoi conoscere quali sono le leve che la tua azienda può attivare per rendere la tua piattaforma e-commerce sostenibile?

di Francesca Poratelli
2022/03/22


Verso un e-commerce sostenibile


Francesca Poratelli
Per analizzare il tuo grado di sostenibilità

Dopo un’esperienza lavorativa in Yamamay ha deciso di specializzarsi nel campo della sostenibilità. Si è occupata di assessment di sostenibilità ambientale e sociale per aziende che spaziano dall’abbigliamento outdoor al merchandising tessile.

Avviare la trasformazione sostenibile non è solo un atto di responsabilità, ma è prima ancora un'azione necessaria per non diventare obsoleti.

Costruiamo insieme il tuo percorso