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Intervista ad Aquafil: la fibra di nylon rigenerato e il sistema di rigenerazione Econyl

Secondo il Preferred Fiber And Materials Market Report di Textile Exchange, nel 2021 le fibre sintetiche hanno rappresentato il 64% della produzione globale di fibre.

Tuttavia, la produzione di fibre sintetiche (come il poliestere e il nylon) ha un impatto ambientale significativo a causa dell'estrazione di materie prime di origine fossile, dell'utilizzo di sostanze chimiche durante la produzione e degli scarichi inquinanti.

Una soluzione per limitare gli impatti ambientali associati alla produzione di fibre sintetiche vergini consiste nell'implementazione di modelli di business circolari. In particolare, attraverso i processi di riciclo è possibile ridurre sia la dipendenza dalle materie prime fossili, sia la quantità di rifiuti smaltiti in discarica.

A tale scopo, l'azienda italiana Aquafil ha sviluppato ECONYL®, un sistema di rigenerazione dei rifiuti che consente di ottenere nylon rigenerato tramite il riciclo di scarti tessili e industriali.

Quali sono le caratteristiche di questa fibra e quali innovazioni possono rendere più sostenibile la produzione di fibre sintetiche?

Ne abbiamo parlato con Maria Giovanna Sandrini, Chief Communication Officer di Aquafil

Il processo di rigenerazione Econyl

 

Cikis: Aquafil è un’azienda leader nella produzione di tessuti sintetici, in particolare di nylon. Il progetto di maggior successo dell’azienda è sicuramente il sistema di rigenerazione ECONYL®, un processo che permette di ottenere caprolattame rigenerato a partire dal recupero di rifiuti di nylon. Com’è nata l'idea di condurre ricerche nel campo della rigenerazione dei rifiuti per la produzione di nylon?

M: L’idea in sé è partita grazie all’intuizione del Presidente di Aquafil, Giulio Bonazzi, che ha da sempre una visione molto precisa di come l’azienda deve essere. Il progetto quindi si inserisce all’interno di una strategia molto precisa di trasformazione di un intero business da lineare a circolare, anche perché crediamo che questo sia l’unico modo per prosperare e stare al passo con le sfide di un mercato in continuo cambiamento. 

ECONYL® è infatti un nylon rigenerato ricavato interamente da rifiuti di nylon – come reti da pesca, scarti di tessuto, vecchie moquette destinate alla discarica – ma con le stesse performance del nylon prodotto dal petrolio.

Cikis: Come funziona il processo di produzione di ECONYL®, partendo dal recupero dei rifiuti fino all’ottenimento della nuova fibra?

M: Per produrre il filo rigenerato ECONYL®, si inizia con il recupero dei rifiuti provenienti da tutto il mondo. Una volta raccolti, vengono puliti e successivamente inizia il processo di lavorazione per recuperare tutto il nylon possibile.

Una caratteristica interessante ed esclusiva di questo materiale è che può essere rigenerato all'infinito senza mai perdere qualità. Ciò significa che è possibile creare nuovi prodotti senza utilizzare nuove materie prime vergini di origine fossile. Utilizzando i rifiuti per produrre ECONYL®, si ottiene il doppio vantaggio di utilizzare gli scarti che altrimenti finirebbero in discarica o nell'ambiente e di evitare l'utilizzo del petrolio come materia prima.

Cikis: Quali sono le principali sfide da affrontare durante la fase di recupero dei rifiuti e degli scarti tessili?

M: Una sfida che affrontiamo giornalmente è la gestione di rifiuti che non sono fatti solo di Nylon 6. Pertanto, è necessario separare il nylon da altre sostanze, identificando nuove destinazioni per il recupero e la valorizzazione dei materiali diversi dal Nylon 6, come il rame e le poliolefine dalle reti da pesca e il carbonato di calcio dai tappeti.

Cikis: ECONYL® è 100% riciclato? In che percentuale sono presenti le varie categorie di scarti (reti da pesca, tappeti, etc) all’interno di ECONYL®?

M: Il nylon rigenerato ECONYL® proviene al 100% da rifiuti come scarti industriali, vecchi tappeti e reti da pesca. Per quanto riguarda il tipo di rifiuto che rigeneriamo, possiamo dire che l'impianto chimico viene alimentato con un mix di tanti rifiuti diversi, e questo mix dipende dal prezzo, dalla qualità e dalla disponibilità dei vari rifiuti in ogni specifico momento. La composizione della miscela può anche variare a seconda delle condizioni operative dell'impianto, come ad esempio per ragioni di sicurezza, manutenzione o problemi logistici. Detto questo, possiamo garantire che ECONYL® proviene per circa il 50% da scarti industriali (componenti in plastica, scarti di tessuto) e per circa il 50% da rifiuti post-consumo (vecchi tappeti e reti da pesca). In generale, in media il 25% dei rifiuti sono scarti di tappeti e il 25% reti da pesca. La maggior parte delle reti da pesca proviene dall'industria dell'acquacoltura, che rappresenta una fonte molto importante per noi. ECONYL® è la soluzione ideale per le reti da pesca di questo settore, dal momento che altrimenti finirebbero in discarica o verrebbero incenerite.

Modalità di riciclo del nylon rigenerato e i suoi impatti ambientali

 

Cikis: Soffermiamoci sul tema del riciclo da tessuto a tessuto. Ci sono delle difficoltà nel riciclo textile-to-textile del nylon? Se sì, quali sono e quali potrebbero essere le soluzioni?

M: Non rigeneriamo molti tessuti al momento. La maggior parte di essi è fatta di materiali misti e non è facile separare la parte in Nylon 6 da altri materiali. Stiamo lavorando a un progetto su questo, ma siamo ancora in fase pilota.

Cikis: Come funziona invece il riciclo chimico del nylon e quali sono i vantaggi di questa modalità di riciclo?

M: Il riciclo chimico permette di rigenerare materiale all’infinito senza perdita di qualità perché, grazie a proprietà intrinseche del Nylon 6, è possibile rompere e ricostruire la struttura della molecola, ritornando alla materia prima per produrlo.

Cikis: Aquafil ha condotto uno studio LCA per confrontare gli impatti ambientali del nylon prodotto da materie prime vergini con quelli associati alla fibra ECONYL®. Quali sono stati i risultati dello studio? Quali sono i benefici ambientali della produzione della fibra ECONYL® rispetto alle fibre di nylon standard?

M: In generale possiamo dire che per ogni 10.000 tonnellate di materia prima per produrre nylon ECONYL® si possono risparmiare 70.000 barili di petrolio greggio ed evitare 65.100 tonnellate di emissioni di CO2eq. Inoltre, ECONYL® riduce del 90% il proprio impatto sul potenziale di riscaldamento globale rispetto al comune nylon prodotto dal petrolio.

Prospettive future del nylon rigenerato Econyl

 

Cikis: Aquafil ha sviluppato anche il programma take-back, coinvolgendo i clienti nel recupero degli scarti di nylon ECONYL® derivanti dai processi industriali. Come funziona questo programma e qual è stata la risposta dei brand a questa iniziativa?

M: Stiamo lavorando molto per permettere un'integrazione lungo l'intera filiera perché per chiudere il cerchio è fondamentale la collaborazione con tutti i soggetti. Abbiamo un network internazionale strutturato sul recupero dei materiali a fine utilizzo, basato su partnership con istituzioni, enti, associazioni e aziende private e pubbliche. Questo sistema consente ad Aquafil di raccogliere quantità di rifiuti per la rigenerazione in nylon ECONYL®. 

Esempi di questo impegno sono rappresentati da speciali progetti di recupero in collaborazione con diversi marchi come Napapijri, Speedo e Gucci. In particolare, la collaborazione tra Aquafil e Napapijri ha permesso di creare una collezione di abbigliamento completamente circolare. La Circular Series è realizzata con filato ECONYL® per il tessuto e nylon 6 standard per altre componenti; è quindi progettata per essere completamente riciclata perché composta da un unico materiale. Inoltre, grazie a un programma di ritiro, il capo può essere restituito dopo due anni di utilizzo e riciclato in un nuovo nylon ECONYL®. Inoltre, anche Gucci nel 2018 ha lanciato il proprio programma di riciclaggio per convertire gli scarti tessili in nuovo filo ECONYL®.

Cikis: Ci racconti del programma ECONYL® Qualified?

M: Per continuare a migliorare le performance ambientali è necessario agire anche sulle fasi del processo produttivo che non sono direttamente sotto lo stretto controllo del gruppo Aquafil. Ecco perché Aquafil sta cercando di spingere l’innovazione circolare a livello di filiera, coinvolgendo anche la fornitura dei servizi di trasporto, materie prime e servizi di confezionamento e finitura del prodotto. 

Nello specifico, il gruppo ha lanciato un’iniziativa di “riconoscimento qualificato” (ECONYL® Qualified) volta a stimolare il miglioramento continuo nella catena di fornitura. I fornitori che desiderano ottenerla devono necessariamente soddisfare una serie di criteri ambientali legati ai processi logistici e produttivi.

Cikis: Qual è la differenza di costo tra il nylon rigenerato e quello vergine? Avete notato una particolare sensibilità al prezzo da parte dei clienti?

M: Il nylon rigenerato ECONYL® è leggermente più costoso del nylon standard. La rigenerazione ha un costo (investimenti iniziali e attuali in ricerca e sviluppo, costi per la raccolta e la movimentazione dei rifiuti ecc.) ma dal punto di vista ambientale ha un impatto minore rispetto alla produzione di nylon tradizionale. Sempre più designer della moda e degli interni sono entusiasti dell'idea di utilizzare materiali a basso impatto ambientale nelle loro creazioni e scelgono ECONYL® sia per le prestazioni ambientali, sia per l'entusiasmante storia del nylon rigenerato. Più di 2.000 marchi di moda e più di 60 produttori di tappeti hanno già scelto ECONYL® e questo fa intravedere ottime prospettive.

Conclusioni

 

I brand di moda sono sempre più propensi a investire in soluzioni circolari per la produzione dei loro prodotti. L'utilizzo del nylon rigenerato di Aquafil, noto come ECONYL®, rappresenta una soluzione concreta per ridurre l'impatto ambientale dei materiali sintetici nell'industria della moda. 

ECONYL® permette infatti di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e di minimizzare gli sprechi, contribuendo a rendere la produzione tessile più sostenibile e circolare. 

Cikis supporta le aziende nell'implementazione di strategie di sostenibilità, aiutandole nella scelta di materiali e processi a basso impatto ambientale, allo scopo di sviluppare una strategia di business in linea con ogni tipo di attività aziendale.

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Francesca Poratelli
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Dopo un’esperienza lavorativa in Yamamay ha deciso di specializzarsi nel campo della sostenibilità. Si è occupata di assessment di sostenibilità ambientale e sociale per aziende che spaziano dall’abbigliamento outdoor al merchandising tessile.

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