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Intervista a Par.co Denim: Filiera corta, Collaborazione e Materiali

Il brand Par.co Denim viene fondato nel 2014 da due cugini, Par.co è infatti l’acronimo di Parimbelli cousins

L’idea è stata quella di creare un brand che producesse jeans di alta qualità in Italia, in modo sostenibile e lasciando il minor impatto possibile sul pianeta.

Par.Co Denim vuole essere un marchio che ci si senta bene da acquistare e ancora meglio da indossare

Fedora Agosti, Sustainability Ambassador, avvia l’intervista raccontandoci le origini del brand. Nel 2012, Matteo Parco, CEO e Founder di Par.co Denim, decide di avviare un’attività che veda come protagonista il denim, tessuto ritenuto dall’imprenditore particolarmente interessante.

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Lo spirito con cui è nata l’attività, è stato però diverso da molti marchi specializzati nella vendita di jeans. Matteo ha voluto proporre prodotti che attraversassero una filiera sostenibile e, più in particolare, che fossero composti da materiali sostenibili come, nel caso di Par.co Denim, dal cotone biologico.

Par.co Denim, Jeans Sostenibili

Fedora ci ricorda che 10 anni fa, il tema della sostenibilità fosse molto meno conosciuto e meno preso in considerazione rispetto ai giorni attuali. La consapevolezza era minore e trovare fornitori di tessuti biologici era una vera e propria sfida. Il know how acquisito negli anni da parte di Par.co Denim gli ha perciò permesso di poter operare anche come private label per clienti sia italiani che internazionali.

La caratteristica che però contraddistingue Par.co denim come marchio di denim sostenibile è la sua filiera corta.

Il focus sulla filiera permette loro un doppio vantaggio: il primo è quello di poter monitorare costantemente i vari step produttivi attraverso attività di audit in fabbrica e, dunque, di assicurarsi della corretta esecuzione delle varie fasi produttive. Il secondo consiste nella notevole riduzione delle emissioni di Co2.

Per quanto riguarda il primo punto, nell’intervista fatta a Fedora, come quella fatta a Danielle Arzaga per Candiani Denim, emerge l’importanza del rapporto di fiducia e di collaborazione con i propri fornitori.

Il founder del marchio stesso, Matteo, ha potuto approfondire la sua conoscenza del tessuto denim grazie ad una precedente esperienza lavorativa nello stesso campo, nella quale si occupava, però, di sviluppo e vendita di tessuti artigianali giapponesi. Questa esperienza gli ha permesso di stringere rapporti con i migliori produttori di denim al mondo, dando un forte impulso alla sua expertise.

Tra i fornitori di Par.co Denim ce n’è uno che il team di Cikis conosce ormai molto bene: Berto Industria Tessile. Fedora ci racconta come il “Bio eco denim”, tessuto denim realizzato con cotone organico certificato GOTS e tintura indaco biologica (anch’essa certificata GOTS) di produzione di Berto sia stato utilizzato dall’azienda per moltissime collezioni.

Par.co Denim e Berto Industria Tessile

Il secondo vantaggio della filiera corta, ovvero la riduzione delle emissioni di Co2, viene dimostrato da Fedora attraverso uno studio fatto dalla non profit OEW – Organizzazione per un mondo solidale, nel quale si è potuto stimare in km il viaggio che un paio di jeans generico compie partendo dalla pianta del cotone a un paio di jeans.

La stima si aggira intorno ai 44 000 km perchè ogni fase della filiera ha luogo in un Paese, se non addirittura continente, diverso. Par.co Denim è riuscito a ridurre il tragitto a 8 000 km, un risultato davvero notevole considerando si tratti di una riduzione del 60%.

Al fine di operare in termini di sostenibilità, l’azienda fa riferimento alle certificazioni come GOTS o GRS (leggi rispettivamente qui e qui per sapere di cosa si tratta) le quali fungono da vera e propria garanzia per i consumatori.

Tra i progetti di Par.co Denim, Fedora ci parla di una collezione dall’imminente uscita che includerà anche i capispalla (camicie e giacche in denim), per offrire ai propri clienti un total look completo.

Inoltre, al fine di ridurre al minimo gli sprechi, il brand punta a estendere la pratica di pre-order (che attualmente è attiva solo su alcune capsule collection) come principale modalità d’acquisto e di capire come gestire il fine vita del prodotto, sensibilizzando i consumatori.

 

Conclusioni

 

Par.co Denim è il terzo case study di brand di moda sostenibile improntato sul mondo del caratteristico tessuto dal colore blu: siamo partiti con la PMI di Berto Industria Tessile, per poi parlare di Candiani Denim, una grande impresa dagli affari di portata mondiale, a Par.co Denim, azienda più piccola ma con ottime prospettive di crescita, che condivide con le altre la passione per il denim e per il rispetto delle persone e dell’ambiente.

Par.co Denim ci ha confermato come la sinergia con i propri partner e stakeholder possa risultare vincente per un modello di business efficiente. Che sia questa la soluzione per un’industria della moda più sostenibile? 

 

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Francesca Poratelli
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Dopo un’esperienza lavorativa in Yamamay ha deciso di specializzarsi nel campo della sostenibilità. Si è occupata di assessment di sostenibilità ambientale e sociale per aziende che spaziano dall’abbigliamento outdoor al merchandising tessile.

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